Il movimento 4B e la ribellione delle donne sudcoreane
- Alice Presutto
- 8 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Ci troviamo in Corea del Sud, anno 2016, quando una donna viene uccisa nella stazione di Gangnam. L’omicida ha dichiarato di averla uccisa poiché le donne l’hanno sempre ignorato. L’uomo fu condannato a 30 anni, ma categorizzarono l’assassinio come un caso isolato.
L’evento scatenó una reazione del Paese, l’inizio di una battaglia generazionale.
La Corea del Sud è sempre stato un paese intensamente e fedelmente patriarcale, fino al 2008 il sistema Hoju designava l’uomo come unico capo ed unica autorità legale all’interno del nucleo familiare. Il sistema fu poi abolito, al fine di garantire una maggiore eguaglianza di genere. Tuttavia, le donne in Corea del Sud sono tuttora soggette a pressioni sociali molto forti: bisogna essere di bell’aspetto, estremamente curate; bisogna sposarsi e avere figli così da mantenere la stabilità demografica del popolo.Fino agli anni Sessanta si stimavano circa sei figli per donna, dopodiché i popoli migrarono dai villaggi alle grandi città dove si poteva accedere ad istruzione e lavoro. Ad oggi, la Corea del Sud è il paese con il tasso di natalità più basso in tutto il mondo, stimando circa 0.73 figli per donna. Il governo necessita di almeno 2.1 figli per donna affinché il popolo rimanga stabile, così nel 2016 pubblica la mappa della natalità al fine di persuadere le donne ad abbandonare studi e lavoro per dedicarsi alla ricerca di matrimonio e figli.
Le violenze domestiche sono all’ordine del giorno, ma ancora più in voga la pubblicazione non consensuale di video sessuali che vengono monetizzati. Un sondaggio effettuato nel 2016 dimostra che il 41,5% delle donne intervistate ha subito violenze sessuali e/o domestiche dal proprio partner e/o dal proprio padre. La ciliegina sulla torta è fornita dall’OCSE, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico di cui fanno parte 38 paesi, la quale attesta che la Corea del Sud è il paese con il più alto divario salariale tra uomo e donna con una percentuale del 30%, contro il 12% della media europea.
La reazione delle donne sta diventando giorno dopo giorno sempre più potente grazie al movimento 4B, ovvero i 4 principi che iniziano tutti con il prefisso ‘’bi’’ che in coreano significa ‘’no’’: ‘’bisekseu’’ - niente relazioni sessuali con gli uomini, ‘’bichulsan’’ - non avere figli, ‘’biyeonae’’ - non uscire con gli uomini e ‘’bihon’’ - non sposarsi con gli uomini.Le donne si rasano i capelli corti, escono in tuta e struccata aderendo all’iniziativa ‘’escape the corset’’, rifiutando i rigidissimi standard di bellezza coreani, frequentano solo donne e vanno in palestra con la concezione di dover essere donne sane anziché belle. È un’idea radicale che mira a boicottare gli uomini in ogni modo possibile, difatti da alcune è definito estremista e controproducente ed è per questo che non si ha ancora un dato specifico su quante donne abbiano realmente aderito al movimento.
Il movimento ha voce da pochi anni, ma gli uomini hanno già reagito definendo le donne come egoiste, false vittime e talmente ossessionate da sé stesse da sfruttare i loro partner. Reputano che sia esagerato in quanto non vedono tutto questo divario, partendo dal fatto che le donne non sono soggette alla leva obbligatoria. Tuttavia, è risaputo che in Corea del Sud le donne siano soggette a canoni estetici innaturali, tanto che la chirurgia estetica è pura normalità, addirittura scontata. Le donne devono essere momjjang, ossia devono avere un corpo ed un viso perfetti per poter ricoprire un ruolo nella società.
L’esser belle è visto come il primo step nella vita di una donna, poiché le assicurerebbe un’affermazione sociale e, di conseguenza, una carriera fruttuosa.Ormai era diventata consuetudine regalare un intervento di chirurgia estetica alle giovani donne quando compiono 18 anni, inoltre i prodotti e gli interventi estetici vengono pubblicizzati come fossero normali farmaci per il mal di testa.Il Paese detiene il più alto tasso pro capite di chirurgia plastica al mondo.
Questo movimento segna un cambiamento radicale delle credenze ed abitudini socio-culturali del Paese. Non è solo una ribellione, una protesta: è un vero e proprio squilibrio sociale che sta ribaltando le leggi morali di un Paese più che conservatore. Il movimento 4B sud-coreano è in forte ascesa sociale e l'obiettivo è quello di arrivare in tutto il mondo.

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