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Assenze e metamorfosi: come Didone ci insegna a (ri)vivere
“Speravi dunque di poter nascondere questo misfatto, maledetto, e allontanarti senza un cenno alle mie terre? Non valgono l’amor mio o la mano che un giorno ti diedi a trattenerti?” (Eneide, libro IV, vv. 305-307, traduzione di M. Ramous) Con queste parole Didone, regina di Cartagine, esprime la disperazione di chi vede infrangere promesse e legami d’amore. La sua figura, tragica e complessa, si inserisce nella tradizione letteraria come rappresentazione dell’esperienza dell
Filomena Rocco
2 giorni faTempo di lettura: 4 min


ITALIETTA, nuntereggae più!
2 giugno 1981. Un’auto, una Volvo 343, invade la corsia opposta sulla via Nomentana, a Roma. Lo scontro con un camion è devastante. Stando alle ricostruzioni, vengono contattati diversi ospedali della città per un ricovero d’urgenza, ma in nessuno dei sei ciò avviene in maniera tempestiva. Quel giorno Renzo uscì, andò lungo quella strada quando un auto veloce lo investì Quell'uomo lo aiutò e Renzo allora partì per un ospedale che lo curasse, per guarire (La Bal
Francesca Pavan.
4 giorni faTempo di lettura: 4 min


Perché la memoria senza presente è ipocrisia
Oggi, come ogni anno, molte capitali e istituzioni di tutto il mondo si fermano per commemorare le atrocità del passato. La memoria è un atto sacro, un impegno morale per non lasciare che la brutalità dell’uomo verso i suoi simili si ripeta. Ma fino a che punto possiamo considerare compiuto il nostro dovere di memoria quando il mondo continua a consumare una tragedia sistemica davanti ai nostri occhi? Quando parliamo di genocidio, molte nazioni evocano con diritto l’esperienz
Naomi Cataldo
27 genTempo di lettura: 5 min


Il maschio performativo: oltre lo show della fragilità romanticizzata
Jeans baggy, un Adelphi alla mano, postura scomposta e un matcha latte poggiato su un tavolino: questa è l’estetica più discussa degli ultimi mesi, nata e amplificata soprattutto sui social media con meme e trend virali. Dietro il cosiddetto “maschio performativo” si nasconde il dramma delle relazioni contemporanee: liquidità (cfr. Bauman, Vita Liquida, 2005), fragilità non accettata davvero, identità simulate (cfr. Goffman, La vita quotidiana come rappresentazione, 1956). Cr
Filomena Rocco
23 genTempo di lettura: 3 min


“DONNA AL VOLANTE, PERICOLO COSTANTE”: TRA STEREOTIPI E BIAS CULTURALI
Da sempre, le identità maschili sono state educate, fin dai primi anni di vita, a comprendere e occupare lo spazio intorno a loro, con prepotenza, facendo rumore, senza essere rimproverate. Un processo perfettamente descritto dalla sociologa Raewyn Connel, che parla di “ maschilità egemonica” , un modello educativo che incoraggia i bambini a essere dominanti, assertivi e padroni dello spazio, fisico e sociale. Lo sappiamo tuttə, è socialmente più accettato che siano più impru
Federica Salimena
16 genTempo di lettura: 5 min


I diritti esistono davvero se possono essere cancellati?
In Occidente si parla di diritti delle donne usando il passato come unità di misura: “oggi va meglio di ieri” o “almeno non è come un tempo”. Il problema è che questo modo di fare non porta alla luce un dato fondamentale, ossia che i diritti non avanzano in linea retta, bensì fanno parte di un percorso che può retrocedere, portare dei progressi e poi fare di nuovo qualche passo indietro. La narrazione, da parte dell’Occidente, costituita da un tempo passato, accade perché qua
Alice Presutto
13 genTempo di lettura: 5 min


Dino, Leopardi e l'abisso della noia
“Non riesco a toccare le cose. Sono lì, davanti a me, eppure mi restano sempre al di là, come se una pelle invisibile le separasse da me. Oggetti, volti, sentimenti: tutto appare distante, inerte. La mia vita scorre come un catalogo di tentativi abortiti. Per questo dico che la noia non è altro che un difetto di realtà.” Così potrebbe scrivere Dino, il protagonista de La noia. In lui, la noia non è languore né pigrizia: è la sostanza stessa della sua esistenza. L’arte non apr
Greta Tomaiuolo
3 genTempo di lettura: 2 min


Se il nuovo anno non ti cambia la vita, forse è normale
Ogni anno lo celebriamo come se fosse un atto di libertà. Il countdown, il brindisi, la promessa collettiva che questa volta sarà diverso. Il nuovo anno arriva carico di aspettative morali: migliorarsi, rimettersi in forma, lavorare di più (o meglio), amare meglio, essere finalmente “all’altezza”. Il Capodanno è diventato il grande rito laico della nostra epoca: un’illusione di controllo sul tempo, sul futuro, su noi stessi. Eppure, se ci fermiamo un attimo, emerge una verità
Naomi Cataldo
1 genTempo di lettura: 4 min


Viviamo in 2X: dal burnout dell'attenzione all'accelerazione culturale
Dallo scrolling compulsivo su tutti i social, alla velocizzazione degli audio su WhatsApp, dei video su TikTok e dei contenuti lunghi su YouTube, ormai viviamo tutt* in 2x. In psicologia e media studies viene definito “Infinite scrolling” : si tratta del comportamento automatico di scorrere senza fine i contenuti digitali, che può essere motivato dalla tendenza a evitare stati di noia o ansia per ricevere invece rilascio di dopamina e quindi gratificazione (“dopamine scrolli
Federica Salimena
28 dic 2025Tempo di lettura: 3 min


Quando la voce diventa popolo: le mobilitazioni dal passato a oggi
Le manifestazioni, le proteste, i cortei, gli scioperi e le mobilitazioni di piazza costituiscono una componente fondamentale della storia politica e sociale. Sono uno degli strumenti attraverso cui le persone fanno sentire la propria voce, rivendicano diritti, esprimono dissenso, solidarietà o desiderio di cambiamento. L’origine della pratica collettiva dello “scendere in strada” è molto antica. Già nelle società premoderne esistevano forme di protesta contro tasse ingiuste,
Jacqueline Colosimo
19 dic 2025Tempo di lettura: 4 min


La memoria di Jane Austen: sorellanza, emancipazione e satira
Dopo 250 anni dalla sua nascita, Jane Austen è ancora un’autrice che riesce a far parlare di sé e dei suoi romanzi. Diventati dei veri e propri capisaldi della letteratura e della cultura pop, i suoi scritti ispirano ancora oggi lettrici e lettori di tutto il mondo. Quali sono le caratteristiche che hanno reso i suoi romanzi dei classici? E che eredità ha lasciato alle nuove generazioni oggi, nel 2025? Per conoscere un’autrice si dice che c’è bisogno di conoscere la sua vita,
Greta Tomaiuolo e Diana Durante
16 dic 2025Tempo di lettura: 8 min


La moda torna ad essere un manifesto politico: il tatreez di Rama Duwaji
Nel cuore di Brooklyn, poche settimane fa, è salito sul palco del Paramount Theater un successore degno del simbolismo politico del “revenge dress” di Lady Diana: Rama Duwaji, la nuova First Lady di New York, si è distinta immediatamente dalle sue predecessore, accompagnando il marito, Zohran Mamdami, neosindaco della metropoli, con un look molto particolare e innovativo. Il panorama americano e occidentale è da sempre stato abituato ad associare alla figura della First Lady
Teodora Saric
14 dic 2025Tempo di lettura: 3 min


Senza confronto, il sapere è nulla: dallo studio di San Girolamo ai social nelle nostre camere
“ San Girolamo nello studio ” di Antonio da Messina, realizzato nel 1474 circa, è considerato come uno dei dipinti più significativi del Rinascimento italiano. Quest’opera in particolare ci mostra le capacità del suo artista e si fa portavoce dei valori che contraddistinguono il periodo rinascimentale, nello specifico il ritorno dei classici, l’importanza dell’intellettuale e l'interesse verso lo studio. San Girolamo, l’unica figura umana rappresentata, è immerso in un ambie
Aurora Sirtori
12 dic 2025Tempo di lettura: 2 min


Il ritratto della tossicodipendenza nelle grandi narrazioni: da Beautiful Boy a Requiem for a Dream
Il cinema ha un enorme potere nel plasmare la percezione del pubblico ma deve anche avere la responsabilità di rappresentare con onestà il disagio umano. Tra i temi più complessi e controversi, narrati dal grande schermo, la tossicodipendenza occupa un posto centrale. Da sempre il cinema la porta sullo schermo, cambiando negli anni il modo in cui ne rappresenta le dinamiche e l'estetica. Un terreno fragile in cui la linea tra denuncia e fascinazione può diventare sottilissima
Federica Salimena
10 dic 2025Tempo di lettura: 5 min


Il movimento 4B e la ribellione delle donne sudcoreane
Ci troviamo in Corea del Sud, anno 2016, quando una donna viene uccisa nella stazione di Gangnam. L’omicida ha dichiarato di averla uccisa poiché le donne l’hanno sempre ignorato. L’uomo fu condannato a 30 anni, ma categorizzarono l’assassinio come un caso isolato. L’evento scatenó una reazione del Paese, l’inizio di una battaglia generazionale. La Corea del Sud è sempre stato un paese intensamente e fedelmente patriarcale, fino al 2008 il sistema Hoju designava l’uomo come u
Alice Presutto
8 dic 2025Tempo di lettura: 3 min


Una donna al potere non ci libera dal patriarcato
La politica è stata – e in larga parte resta – scritta dagli uomini per gli uomini. La lotta delle donne per i diritti politici ne ha esteso le opportunità e ha assicurato la successiva comparsa ai vertici, suscitando entusiasmo e speranza. Tuttavia, la rappresentanza femminile non coincide automaticamente con la promozione di politiche per i diritti delle donne. L’elezione della prima ministra giapponese Sanae Takaichi è un emblema di questo fenomeno, così come altri casi eu
Beatrice Vinassa
4 dic 2025Tempo di lettura: 4 min


Se non la vedi, non significa che non c'è.
Ogni anno, il 3 dicembre, in tutto il mondo si celebra la Giornata Mondiale della Disabilità, un appuntamento istituito dalle Nazioni Unite nel 1992 con un obiettivo chiaro: promuovere i diritti, il benessere, l'inclusione e la piena partecipazione delle persone disabili alla vita sociale, culturale ed economica. Un tema che non riguarda solo una parte della popolazione, ma l’intera società, poiché la qualità di una comunità si misura anche dalla sua capacità di includere e v
Jacqueline Colosimo
3 dic 2025Tempo di lettura: 3 min


Dell’amore come interruzione impossibile: un ponte teorico e sensibile tra Sorrentino e Bauman
C’è una stanza: è fredda, il tempo vi si è accartocciato. Le pareti non raccontano nulla. È un altrove che sa di limbo, e in quel limbo c’è un uomo seduto; non ha nome, o meglio: non ha ancora significato. Come nei non-luoghi di Marc Augé, quell’uomo esiste in sospensione, privo di radici e di identità stabile, ridotto a pura presenza senza biografia — un essere in attesa che qualcuno o qualcosa lo definisca. Nel linguaggio scarnificato di Sorrentino, l’amore non arriva, tace
Greta Tomaiuolo
2 dic 2025Tempo di lettura: 3 min


Un femminismo per poche non è femminismo, è privilegio
Negli ultimi anni il femminismo è tornato al centro del dibattito pubblico, grazie anche alla forza virale di hashtag come #MeToo o #GirlPower, che hanno contribuito a costruire un immaginario di emancipazione femminile apparentemente universale. Eppure, dietro questo femminismo – soprattutto quello dei social – si nasconde una verità scomoda: non tutte le donne sono incluse in questa narrazione. Nei media occidentali, il discorso sul femminismo è troppo spesso dominato da d
Jacqueline Colosimo
1 dic 2025Tempo di lettura: 2 min


Quanto è scomodo un corpo che non chiede permesso?
Nella cultura classica il nudo, simbolo di bellezza ideale, perfezione fisica e virtù morale, non era soltanto un corpo, ma la metafora di un perfetto equilibrio tra forma e spirito. Ancora oggi, le foto e i dipinti che raffigurano corpi “perfetti” vengono ammirati come modelli di proporzione e armonia. Di fronte a un nudo reale, però, la reazione cambia: emergono vergogna, scandalo e disagio. Perché un corpo non è mai soltanto un corpo. È controllo, controversia, libertà. Ne
Benedetta Zelli
19 nov 2025Tempo di lettura: 2 min
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