La moda torna ad essere un manifesto politico: il tatreez di Rama Duwaji
- Teodora Saric
- 14 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Nel cuore di Brooklyn, poche settimane fa, è salito sul palco del Paramount Theater un successore degno del simbolismo politico del “revenge dress” di Lady Diana: Rama Duwaji, la nuova First Lady di New York, si è distinta immediatamente dalle sue predecessore, accompagnando il marito, Zohran Mamdami, neosindaco della metropoli, con un look molto particolare e innovativo.
Il panorama americano e occidentale è da sempre stato abituato ad associare alla figura della First Lady abiti raffinati ed eleganti, richiamanti il lusso distante e levigato, tipici di Jackie Kennedy. Rama, però, ha fieramente rotto questi schemi stilistici tradizionali, impregnati dell’old money della borghesia americana, generando uno scalpore tra le testate giornalistiche mondiali, paragonabile solo a quello della “Principessa del Popolo” britannica: abiti con rifiniture in pizzo, “boho bob” e frangetta e trucco semplice sono i capostipiti del suo stile, impersonificante l’anima stessa di New York.
Ma il suo vero “revenge dress”, in termini di innovazione e stupore mediatico, è arrivato solo il giorno della vittoria di Mamdami: sopra una lunga gonna nera in velluto e pizzo di Ulla Johnson (casa di moda nata proprio a New York), Rama ha indossato un top nero in denim laserato, opera del designer palestinese Zeid Hijazi; ed è proprio in questo pezzo che si trova il cuore di questo look: Hijazi ha infatti intrecciato nel top dettagliati tatreez, un particolare tipo di ricamo palestinese; patrimonio UNESCO dal 2021, questo tipo di ricamo a punta croce è stato adoperato per secoli per tramandare le storie e le tradizioni dei piccoli villaggi, e oggi Rama ha continuato questa usanza: con il suo capo, è riuscita a dare voce sul palco di Brooklyn alle migliaia di famiglie colpite dopo il 7 ottobre 2023.
Rama Duwaji, infatti, prima di essere la nuova First Lady di New York, è un’illustratrice donna di origini siriane, già riconosciuta per la sua bravura da quotidiani come The Washington Post e il New Yorker e anche dal Tate Modern. Come ha spiegato in molte interviste, per Rama l’arte è sempre stata essenziale per rappresentare l’intreccio tra il mondo arabo e la femminilità, provato da lei stessa. Per questo ritiene che le sfumature politiche dell’arte siano fondamentali, sia nella sua creazione che comprensione, e afferma apertamente che una delle sue citazioni preferite, di Nina Simone, è proprio “Il compito di un artista per quanto mi riguarda è quello di riflettere il suo tempo”. Uscendo finalmente dalle ombre della campagna, sebbene abbia avuto un ruolo fondamentale nel suo lato mediatico, e apparendo per la prima volta al fianco del marito in pubblico con un omaggio all’arte tradizionale palestinese, con un solo capo ha fatto molto di più di molte altre figure politiche: gli applausi non hanno fatto altro che aumentare dopo che lei è entrata in scena, mano nella mano con Zohran.
Lo stile di Rama, infatti, non si limita a un’innovazione estetica né si riduce al distacco dallo stile discreto, modesto e silenzioso, tipico delle First Lady che l’hanno preceduta. Esprimendo con eleganza e femminilità la cultura palestinese, percepita ancora da molti contesti occidentali come “scomoda” e oscurata (basti pensare al divieto di esporre la bandiera all’Eurovision), ha trasferito sul suo top ció che è solita fare nella sua arte: l’intersezionalità, combinando in un solo capo più dimensioni della sua identità, da donna appartenente al mondo arabo a illustratrice consapevole del proprio contesto socio-politico e della necessità di sottolinearlo.
Rama Duwaji ha già delineato in poche settimane i capisaldi del suo impegno politico in qualità di First Lady, che affiancherà e rafforzerà quello del marito: rottura dalla tradizione, intersezionalità e grande focus sulle questioni sociali. Nei prossimi mesi dimostrerà se questo si tramuterà anche in programmi e campagne vere e proprie, o se rimarrà un impegno discreto e sottile, ma una cosa è certa: ha già conquistato la fiducia del pubblico giovanile di New York e oltre, e tutto questo solo con i suoi abiti e la sua arte.



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