Il dramma invisibile: il collasso di Haiti ignorato dai media
Haiti è un’isola la cui storia grida colonizzazione e schiavitù, con un passato che ha segnato profondamente il suo presente. Eppure, non è solo questo. È un’isola sfaccettata, la madre del popolo nativo Taíno, il quale attribuì ad Ayiti il significato di ‘’terra delle alte montagne’’.
L’arrivo di Cristoforo Colombo nel 1492 porta alla decimazione del Taíno a causa di malattie e lavoro forzato, fonte riportata dalla rivista online Limes nel suo articolo ‘’L’odissea dei migranti di Haiti’’. Successivamente, con la colonizzazione francese, furono deportati decine di migliaia di schiavi africani sull’isola, appartenenti a etnie e tribù diverse. Nonostante le grandi diversità, i popoli sono sempre riusciti a trovare un compromesso per convivere pacificamente. Parte di quel compromesso era la lingua creola, ancora oggi molto presente ad Haiti: ad esempio «Koupe tèt boule kay» – ovvero tagliate le teste e bruciate le case – è un’espressione creola utilizzata durante la rivoluzione haitiana, una vera e propria lotta per l’indipendenza e la libertà che il popolo haitiano avrebbe conquistato solo nel 1804.
Tuttavia, nonostante l’indipendenza – che rappresentava, se non altro, la più grande conquista e la fine delle sofferenze del Taíno – l’isola è stata segnata da catastrofi geografiche, politiche e umanitarie. Haiti è ad oggi uno dei paesi più poveri al mondo, un territorio in cui la calamità è persistente.
La schiavitù imposta dallo stato francese fu abolita solo nel 1848 e il loro debito con la Francia venne saldato nel 1947, quasi 150 anni dopo l’indipendenza. Nel frattempo, anche i soldati americani invasero Haiti nel 1915 occupandola per diciannove anni.
Nel 1957, Haiti conobbe François Duvalier, un medico reclutato per una missione sanitaria finanziata dagli Stati Uniti contro l’epidemia di malattie tropicali della pelle. Diventò popolare perché fin da subito si dimostrò una guida presente e attenta, capace di istaurare fiducia con la popolazione. Fu proprio lui a fondare il Noirisme, un’ideologia che promuoveva la supremazia nera. Egli credeva fortemente che l’anima haitiana fosse nera e, usando come pretesto questo forte patriottismo, instaurò una politica dittatoriale per lo sterminio dei mulatti e dei bianchi. Venne eletto come presidente e soprannominato “Papa Doc” da un popolo speranzoso di risollevarsi da debiti e occupazioni. Tuttavia, numerosi articoli - si citano particolarmente ‘’François Duvalier, il dittatore stregone’’ di Nati per la Storia, ‘’The Death and Legacy of Papa Doc Duvalier’’ di TIME da cui si possono trarre le seguenti informazioni - riportano la dittatura di Duvalier come una delle più forti mai esistite, durata ben trent’anni. Difatti, Duvalier ammirava le politiche di Hitler e Mussolini e a causa dell’ideologia Noirisme morirono decine di migliaia di persone durante i suoi mandati, grazie a una milizia di fedelissimi autorizzati a spiare, torturare e uccidere i dissidenti: i Tonton-Macoutes.
Dopodiché, nel 1962 falsificò le schede elettorali e impose il suo secondo mandato, dando il via a un regime di terrore.Tuttavia, la colonizzazione e la dittatura alle quali è stata sottoposta Haiti sono solo i primi tasselli di una storia sempre più tortuosa. Il paese ha subito recentemente numerose catastrofi naturali che hanno contribuito alla sua devastazione: l’uragano Gordon del 1994, i terremoti del 2010 e del 2021, l’uragano Jeanne del 2004 e l’uragano Matthew nel 2016.
L’assassinio del Presidente della Repubblica Jovenel Moise avvenuto nel 2021 ha portato ad una grave instabilità politica e a un vuoto di potere, colmato dalle gang che si erano già fatte strada dal 2018. Haiti è tutt’oggi governata dalle gang, una situazione totalmente fuori dal controllo del governo*.
Nel 2024, due gang rivali si sono unite in una coalizione, guidata dal cosiddetto ‘’Barbecue’’ (Jimmy Cherizier), la cui violenza si è diffusa presto in tutta la capitale, Port-au-Prince. Due prigioni sono state assaltate e migliaia di detenuti liberati in segno di rivolta contro le istituzioni governative che in passato dichiararono lo stato di emergenza e a imposero il coprifuoco.A causa di questa violenza perpetrata dalle bande criminali, il popolo ha visto una serie di incaricati Primo Ministro dare le dimissioni.
Le gang in Haiti girano armate, totalmente libere di agire con ogni meccanismo di forza che conoscono. Rispondono unicamente ai loro leader, seppur il principale rimanga Barbecue, famoso per bruciare vive le persone nelle loro case.Si finanziano attraverso una serie di rapimenti: ogni giorno selezionano una decina di persone da rapire per le strade di Port-au-Prince, povere o ricche e, tramite il riscatto, portano avanti la loro disumanità. Le persone vivono in una condizione di totale instabilità sotto ogni punto di vista, dove tutto può succedere in qualsiasi momento e in qualsiasi modo.Un giorno qualunque può diventare il giorno del tuo rapimento e l’unica via possibile è quella di aspettare che qualcuno paghi il riscatto, che siano giorni o mesi. Le persone sono talmente abituate ai rumori degli spari che non si ricordano più un giorno di silenzio. Lo riporta Magdala, 33 anni, in un documentario girato da Best Documentary: ‘’Mi hanno tenuto sotto tiro e mi hanno afferrata. Mi hanno costretta a salire sulla macchina con un sacco in testa. L’uomo ha preso un accendino e ha iniziato a bruciarmi - procede a mostrare le foto delle sue gambe lesionate e prosegue - ho sentito che volevano 1 milione di dollari.’’ Non c’è nessun modo di scappare da questa mafia dilagante, l’ultima parola è sempre e solo la loro.
UNICEF, in un rapporto dell’agosto 2025, ha dichiarato: ”L'aumento del tasso di violazioni è proseguito anche nel 2025 [...] Il dato più allarmante è l'aumento di quasi il 700% dei casi di reclutamento e utilizzo di bambini, insieme a un aumento del 54% delle uccisioni e delle mutilazioni. Tenete presente che questi sono solo i casi che siamo stati in grado di verificare: riteniamo che le cifre reali siano molto più elevate.”
Haiti è nel pieno di un crollo umanitario. Nonostante l’acquisizione dell’indipendenza, il paese non ha mai veramente conosciuto la libertà, neanche nella più minima delle sue misure. Il suo indice di miseria è in costante aumento e un bambino su due è costretto a diventare parte integrante e attiva della guerra; le scuole sono state trasformate in rifugi, gli ospedali sono stati saccheggiati e l’accesso ad acqua e cibo è fortemente limitato a causa dei blocchi imposti dalle bande criminali. Inoltre, come riportato da Vatican News, 1,5 milioni di sfollati interni.
Le missioni umanitarie esistono, ma l’accesso è estremamente pericoloso e difficile perché le bande controllano la maggior parte del territorio e sono loro a decidere cosa può entrare e cosa deve rimanere fuori. La crisi di questo paese non ha nessun precedente nella storia recente.
*Sono disponibili su YouTube documentari in cui vengono intervistati i membri delle gang, oltre a mettere in risalto il grosso disagio delle città e della popolazione attraverso diverse testimonianze. In particolare, si consigliano quelli di Times Original e Best Documentary di cui alleghiamo i link: https://youtu.be/WnLO9Z0Wy9I?si=LNORl8yCDN3F5XCK (Best Documentary), https://youtu.be/J0DpA0uP_Sw?si=iZF877pmiucGt773 (Times Original).



Commenti