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L’accesso ai servizi di salute mentale è un diritto umano, non un privilegio.

Il 10 ottobre di ogni anno, dal 1992, si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale della salute mentale, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per sensibilizzare sull’importanza del benessere psicologico.

Il tema scelto per il 2025 è “L’accesso ai servizi e la salute mentale in catastrofi ed emergenze”.

Questa giornata richiama l’attenzione su una delle sfide più urgenti del nostro tempo: garantire sostegno psicologico e cure adeguate anche nelle situazioni di crisi, dove paura, perdita e incertezza mettono a dura prova la mente delle persone.

La salute mentale è un diritto umano universale, ricorda l’OMS. Eppure, in molti Paesi, l’accesso ai servizi di supporto psicologico rimane ancora un privilegio.

Secondo il rapporto IPSOS 2025, oltre il 70% della popolazione mondiale considera la salute mentale una priorità sociale, ma meno del 40% delle persone che ne hanno bisogno riceve un aiuto concreto.

Nei contesti di guerra, disastri naturali o emergenze sanitarie, il rischio di disturbi mentali come ansia, depressione o stress post-traumatico cresce in modo esponenziale, mentre le risorse per affrontarli spesso scarseggiano.

Anche in Italia cresce l’attenzione sul tema.Le richieste di supporto psicologico sono aumentate, soprattutto tra giovani e famiglie colpite da difficoltà economiche o sociali.

In particolare, i giovani manifestano sempre più paura e ansia per un futuro percepito come instabile, segnato da crisi climatiche, incertezze economiche e conflitti internazionali.

Tuttavia, la disponibilità di servizi pubblici gratuiti o a costi accessibili resta insufficiente. Secondo gli esperti, sarebbe necessario raddoppiare il numero di psicologi nei distretti sanitari per garantire un’assistenza tempestiva e accessibile a tutti.

Diverse regioni italiane stanno sperimentando sportelli di ascolto gratuiti e campagne di prevenzione, con l’obiettivo di ridurre lo stigma e promuovere la consapevolezza. Le scuole, in particolare, giocano un ruolo fondamentale nel riconoscere i segnali di disagio e nel creare spazi di confronto sicuri.

Parlarne è già un primo passo. La salute mentale non è un tabù: è una parte essenziale del nostro benessere complessivo.Così come ci prendiamo cura della nostra salute fisica attraverso la prevenzione, dovremmo imparare a fare lo stesso con la nostra salute mentale.

Saper chiedere aiuto, ascoltare gli altri e creare reti di solidarietà sono gesti semplici ma fondamentali per costruire comunità più sane e resilienti.

Come recita uno degli slogan della campagna 2025:

“In tempi di crisi, la cura psicologica salva vite tanto quanto quella fisica.”

Oggi, la Giornata mondiale della salute mentale ci invita a guardare oltre il silenzio e a promuovere un cambiamento culturale profondo.

Perché prendersi cura della mente è un atto di forza, non di debolezza.

 
 
 

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