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La distopia è già qui

(E ha la playlist di Britney Spears)


“Keep on dancin’ till the world ends.”Così cantava Britney Spears nel 2011, come se il mondo potesse implodere in un rave glitterato.Ma mentre noi — ancora — balliamo, Curtis Yarvin scrive trattati su perché la democrazia dovrebbe morire sotto i colpi di una monarchia algoritmica, e Peter Thiel ne finanzia il funerale con criptovalute e venture capital.

Yarvin propone il neocameralismo, un’idea tanto reazionaria da far sembrare il Medioevo un’epoca progressista: uno Stato-azienda guidato da un CEO-sovrano, in cui i cittadini non votano ma “investono” nella stabilità.

Le urne? Roba da perdenti.

Diversità e inclusione? Illusioni socialiste da estirpare.

Thiel, invece, gioca su più tavoli: Palantir per monitorarci, big money nelle campagne sovraniste, e intelligenze artificiali che ottimizzano… il controllo.

E sorride — sorride in silenzio — mentre Trump e Musk flirtano con l’autoritarismo 3.0, e milioni di persone alzano gli occhi al cielo, osservando razzi solcare l’aria tra paura e stupore.

Un’estetica apocalittica che gioca con l’annientamento, mentre la cultura politica implode sotto la superficie pop.

Ma attenzione: la satira non basta.

La distopia è già qui — fatta di server, meme e sorveglianza integrata.

Il futuro non è scritto: o smontiamo il palco… o finiremo per danzare nel bunker di qualcun altro.

 
 
 

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