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La République du Gossip: Gilet gialli, crisi, guerra. Ma la priorità è difendere la facciata.

Al giorno d’oggi, il gossip regna ovunque. C’è chi non se ne informa – ma sono pochissimi – e chi non vede l’ora di conoscere l’ultima novità. 

Il gossip è fondamentalmente un passatempo, una distrazione dalle stragi che si sentono al telegiornale: notizie leggere, spesso campate in aria, che distolgono l’attenzione dalle atrocità che scorrono su ogni piattaforma, dai social media alla televisione. 

Alcuni usano il gossip per avere qualcosa di cui parlare, altri per farci dei meme e riderci sopra. E poi c’è Emmanuel Macron.

Il Presidente della Repubblica francese si è lasciato trascinare dalle ondate di gossip scatenate sulla moglie, Brigitte Macron. Mentre il suo popolo urlava indignazione

per le strade di Parigi e dintorni, lui si preoccupava di portare prove scientifiche al

tribunale del Delaware, negli Stati Uniti, per dimostrare che sua moglie fosse nata donna.

Le accuse, mosse dall’influencer americana Candace Owens, rappresentavano una minaccia per la sua immagine pubblica e quella della sua famiglia – una priorità che, a quanto pare, ha messo in secondo piano tutto il resto.

Nel frattempo, il governo Bayrou ha suscitato una rabbia innata nei francesi, riportando in strada lo spirito dei gilet gialli. Il 10 e il 18 settembre, tutta Parigi li ha visti, sentiti e ascoltati. Tutti tranne il loro Presidente.

Questo fa riflettere sulla politica francese: mentre Gaza brucia, Ucraina e Russia restano in conflitto, le tensioni sociali crescono, l’economia barcolla, il governo crolla e il popolo è infuriato, le priorità rimangono altre.

Siamo nel pieno di un’epoca in cui l’immagine è ciò che conta di più, e non solo per le

adolescenti colpite dalle influencer di stile. Siamo arrivati al punto più basso: un Presidente

che mette al primo posto la pulizia della propria immagine invece di occuparsi di un paese che, da anni, gli urla contro.

 
 
 

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