Settembre: il mese della distruzione
- Aurora Sirtori
- 27 set 2025
- Tempo di lettura: 1 min
Aggiornamento: 6 ott 2025
Si dice che settembre sia il mese perfetto per ricominciare, eppure va di male in peggio: il governo israeliano ha bombardato diversi Stati tra cui il Libano, il Qatar, lo Yemen, la Siria, che nel 2025 è stata soggetta a circa cento raid israeliani e ad oggi è parzialmente occupata da Israele, e Gaza, ormai pressoché rasa al suolo.
Se da una parte il conflitto israelo-palestinese sta ottenendo visibilità, dall’altra gli accaduti negli altri Paesi paiono già dimenticati. Di fronte a crimini internazionali l’Occidente ammutolisce e lascia correre. Quel mondo che aveva reagito contro la Russia applicando sanzioni e escludendola dagli eventi più importanti, oggi spalanca le porte a Israele. Per i governi non è questione di guerra, genocidio o reati, importa solo chi li compie. Da una parte è stata individuata la possibilità di indebolire uno Stato ostile, dall’altra invece c’è un alleato strategico che non si vuole infastidire. Sotto la lente del doppio standard tutto ci viene mostrato in maniera distorta, nella speranza che le masse abbocchino alla versione più “conveniente”.
Ma proprio nel popolo risiede l’ultima goccia di umanità, in quelle persone che si stanno esponendo più delle istituzioni, in chi durante questi giorni ha scioperato o lo farà, in Italia e nel mondo, per la Palestina, contro le ingiustizie e i soprusi, ma soprattutto contro il silenzio di chi detiene il potere.



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